Maniago è nota nel mondo come la "città dei coltelli", tradizione di cui si hanno notizie certe già dal 1380. Per chi volesse ripercorrerne le tappe, è d'obbligo una visita al Museo delle coltellerie, organizzato come una moderna struttura multimediale in cui ai reperti storici si affiancano elementi fotografici, documenti e filmati. Conduce invece nel mondo delle antiche battaglie il laboratorio di Fulvio Del Tin, giovane imprenditore specializzato nella produzione perfetta di armi storiche, tanto da essere il padre delle armi che impugnò Mel Gibson in Braveheart o Kevin Kostner in Robin Hood.
Naturalmente, trascorrere un po' di tempo nella cittadina significa anche avere la possibilità di entrare in contatto diretto con gli eredi dell'antica arte fabbrile e acquistare la migliore produzione al mondo di lame & affini.
Procediamo per la strada vecchia che da Maniago risale fino alle bellissime borgate della valle in Comune di Frisanco, gioielli di architettura popolare. Un pregio, questo, che si estende anche alla spettacolare Valcellina. Si può raggiungere partendo dalla pianura di Montereale, patria dell'eretico Domenico Scandella detto il Menocchio, condannato al rogo nel 1599. Risalendo la vecchia strada si apre una vallata dove, in una natura di rara bellezza e suggestione, meta per altro di sportivi delle varie discipline all'aria aperta, troviamo Andreis, punto di partenza per visite ed escursioni al grande Parco naturale delle Dolomiti Friulane e i suoi inconfondibli "daltz", il nome che qui prendono i ballatoi lignei; Barcis con il lago dove si praticano vela, surf, kajak, canoa, sport subacquei e motonautica; Claut con l'impronta presumibilmente di dinosauro impressa nelle vicinanze dell'attuale casera Casavento; Cimolais e il Campanile di Val Montanaia fatto simbolo dell'alpinismo mondiale; Erto con un personaggio unico qual è lo scalatore, scultore e scrittore Mauro Corona e la valle del Vajont divenuta celebre soprattutto dopo la performance televisiva dell'attore Marco Paolini che ha fatto riscoprire queste terre attraverso la tragedia dell'omonima diga, protagonista anche di un kolossal di prossima uscita.
La pianura sottostante Maniago offre il paesaggio unico dei magredi (ambiente naturale raro), con i Comuni di Arba e Vivaro. In zona merita una visita anche l'Antiquarium della frazione di Tesis, con le testimonianze della colonizzazione dei popoli dell'età del ferro e dei romani. Sulla strada che conduce a Spilimbergo, valgono la pena tappe a Fanna, con il santuario di Madonna di Strada e a Cavasso Nuovo con il suo antico e imponente Palazàt che per altro ospita un Museo dedicato al lavoro e all'emigrazione.
Tra un'escursione, un po' di sport, una visita ai tanti musei allestiti nel territorio, non mancano le opportunità di mangiare e bere bene. In trattorie, osterie, ristoranti, agriturismi, sfilano i piatti tipici friulani quali il frico ( formaggio cotto ) , i prodotti della selvaggina, gli insaccati di maiale, la trota pescata nei vari corsi d'acqua della zona. Si possono anche gustare specialità caratteristiche dei luoghi come la petuccia , composto di carne di pecora e manzo aromatizzato e affumicato; il pestith , a base di rape macerate e fermentate; il petut , dolce simile alla pinza, il formaggio salato lasciato insaporire ancora tenero nelle saline, la pitina , salame di carne di montone affumicato con erbe aromatiche. Il tutto annaffiato dagli ottimi vini provenienti soprattutto dai vigneti delle aree sassose della pianura, trionfo di rossi merlot, cabernet e refosco o bianchi quali tocai, pinot bianco e grigio, sauvignon e chardonnay .