


Esistono persone che a un certo punto della loro vita decidono che vale la pena cambiare direzione. Esistono artisti che nascono da un tessuto musicale, crescono con una convenzione sonora, respirano ritmi e suoni abituali e poi, a un certo punto, decidono che vale la pena tentare altro. E' un po' come un vascello che si vede salpare da un molo di granito privo di una destinazione precisa. Incognita, sogni, incertezze, passioni, desideri, ambizioni e avventure sostituiscono il molo e le solide pietre che da sempre hanno fornito un fermo approdo. In questo salto dal solito c'è chi si perde, chi non torna più indietro catturato da altre magie, e chi si ritrova, magari a distanza, magari meno riconoscibile, e comunque diverso dal previsto. Vocalia – il colore delle voci nell'edizione 2003 va alla ricerca di questo stacco, sulle tracce di quelle rotte private segnate solo dal coraggio individuale e portando a Maniago artisti rincorsi nel loro ricercato tragitto. Proposte insolite, per certi versi dissonanti con l'immagine che l'apparenza vorrebbe, artisti che della scelta personale ne hanno fatto una ragione di vita, difesa ad ogni costo e che ha portato a risultati musicali di assoluto pregio. Apre il festival il caldo blues della rossa Sarah Jane Morris . Conosciuta dal grande pubblico italiano per le sue importanti collaborazioni – Simply Red, Matt Bianco, ma anche gli Stadio e Riccardo Cocciante – e per una produzione di indiscutibile valore, ha proseguito nella ricerca musicale segnata da un sound personale e del tutto inusuale nella fredda Inghilterra da cui proviene. Ne sono segno indelebile gli ultimi lavori di Fallen Angel , e August . Dalla vocalità intima e ritmata di Sarah Jane Morris, Vocalia prosegue portando sulla scena del teatro Verdi un progetto prodotto per Vocalia da una delle icone della voce maschile attualemnte attive in Italia. Il trio formato da Peppe Servillo, voce degli Aviona Travel, Natalio Luis Mangalavite, pianista argentino e Javier Girotto sassofonista fondatore e leader degli Aires Tango porteranno sulla scena di Maniago una lettura particolare del proprio repertorio riproposto in una chiave del tutto nuova, alla ricerca, appunto di nuove rotte. Altre sonorità, quelle calde e travolgenti dei siciliani Dounia, interpreti di un etno poco comune reso ancora più raro dalla voce del palestinese Faisal Taher, graffiante nel racconto del supplizio di Sant'Agata, suadente se descrive i giochi dei bambini mediterranei. Chiude il festival l'intensa meraviglia. di Aziza Mustapha Zadeh, stella del jazz già da giovanissima- a soli 17 anni si era già aggiudicata la Thelonious Monk Competition di Washington - erede di una famiglia di musicisti, azera per nascita e cultura è una delle voci più sorprendenti sia per la raffinatezza del suo virtuosismo che per la rara abilità pianistica. Aziza unisce, infatti, all'impeccabile virtuosismo del suo pianoforte una abilità vocale da puro genio.